Fondi
24 marzo 2012
Last Updated on 04 maggio 2012
Written by Carlo
FONDI
Definizione
Le principali tipologie di Fondi
Fondo chiuso
Fondo aperto
Fondi di diritto italiano
Fondi lussemburghesi storici
Fondi esteri autorizzati
Fondi esteri non conformi alle direttive UE
Fondi armonizzati UE
Fondi non armonizzati UE
Altre tipologie di Fondi
Fondo di fondi
Fondi indicizzati
Hedge fund
Aree di Investimento
Gestioni Patrimoniali
I Sistemi dei fondi
Fondi
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Un fondo comune di investimento è un organismo di gestione collettiva del risparmio nel quale confluiscono i capitali di una moltitudine di investitori. Il capitale raccolto viene investito in valori mobiliari che costituiscono il patrimonio indiviso del fondo, di cui ogni risparmiatore detiene un certo numero di quote. La gestione del patrimonio è affidata ad una società di gestione con personalità giuridica e capitale distinti da quelli del fondo.
Quota:
E’ la frazione di patrimonio unitaria del fondo di investimento. Il suo valore cambia nel tempo, in relazione all’andamento dei mercati e dei titoli nei quali il fondo investe. Il valore della quota è calcolato quotidianamente, e viene ottenuto dividendo il patrimonio netto del fondo per il numero di quote totale in possesso a tutti i sottoscrittori del fondo. Il patrimonio netto del fondo o Sicav è ottenuto valutando ai prezzi correnti di mercato (il cosiddetto mark to market), tutte le attività del fondo e sottraendo a questo valore le spese, quali commissioni di gestione, di incentivo, spese di pubblicazione, le tasse e gli impegni.
Le principali tipologie di Fondi
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Con la definizione di fondo comune di investimento si raggruppano realtà molto diverse tra di loro, per caratteristiche, forme tecniche e tipi di investimento.
Una distinzione fondamentale deve essere fatta innanzitutto tra fondi chiusi e fondi aperti.
Fondo Chiuso
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I fondi chiusi sono caratterizzati da un numero di quote predeterminato ed invariabile nel tempo.
Il patrimonio viene raccolto mediante un’unica emissione di quote, aventi uguale valore unitario, fino al raggiungimento di un importo massimo prestabilito. Entro 36 mesi dalla chiusura dell’offerta, la società di gestione deve chiedere alla Consob l’ammissione in Borsa dei certificati rappresentativi delle quote. La quotazione non risulta obbligatoria se il fondo chiuso è stato sottoscritto esclusivamente da investitori istituzionali.
I fondi chiusi hanno una scadenza predefinita raggiunta la quale il fondo si scioglie ed il patrimonio viene suddiviso tra i partecipanti. Tale durata deve essere compresa tra 5 e 10 anni e in casi particolari la Banca d’Italia ha la facoltà di concedere una proroga non superiore ai 3 anni.
Il patrimonio del fondo può essere investito anche al 100% in valori mobiliari non quotati.
In pratica, il fondo chiuso investe in titoli di piccole e medie aziende con lo scopo finale di assecondarne la crescita e quindi valorizzare la partecipazione detenuta.
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Fondo Aperto
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Si tratta di un fondo di investimento nel quale le sottoscrizioni e i rimborsi possono essere effettuati in qualsiasi momento. Il patrimonio di tali fondi, pertanto, non è fisso, perchè può aumentare o diminuire in relazione ai flussi di raccolta e a quelli di rimborso. Il valore della quota viene calcolato quotidianamente e pubblicato su almeno due giornali a diffusione nazionale.
La SGR gestisce il patrimonio conferito acquistando valori mobiliari secondo la tipologia del fondo. Esistono, infatti, diversi tipi di fondi, distinti in base al tipo di investimento e a seconda del mercato nel quale investono.
I fondi aperti vengono suddivisi, da un punto di vista giuridico, in tre grandi aree
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Fondi comuni e Sicav italiani e fondi lussemburghesi storici
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I primi sono creati da Società di Gestione con sede legale in Italia, i secondi sono creati da Società con sede in Lussemburgo e vengono definiti storici in quanto prima del 1983, data in cui è nata in Italia la legge istitutiva dei fondi, potevano essere sottoscritti unicamente i fondi di società con sede in Lussemburgo e autorizzati in Italia. Sostanzialmente sono uguali ai fondi di diritto italiano anche per quanto riguarda il trattamento fiscale.
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Ricordiamo che le SICAV (Società d’Investimento a Capitale Variabile) sono società per azioni aventi per oggetto esclusivo l’investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l’offerta al pubblico di proprie azioni.
Dal punto di vista pratico, le Sicav sono organismi di investimento collettivo del risparmio al pari dei fondi comuni di investimento. La differenza è che la partecipazione alle Sicav è data dal possesso di azioni invece che di quote: il sottoscrittore acquisisce i diritti tipici di un azionista.
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Fondi comuni e Sicav esteri autorizzati
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Sono creati da Società di Gestione con sede in un paese dell’unione europea e dispongono dell’autorizzazione della Consob al collocamento.
Sono stati parificati d 1996 ai fondi italiani, possono essere liberamente acquistati in Italia. Rispetto ai fondi di cui al punto precedente, è differente il trattamento fiscale.
Nel primo caso la ritenuta del 12,50% è applicata secondo il principio della maturazione: sul risultato della gestione, la ritenuta viene applicata giornalmente.
Nel secondo caso, vale invece il principio per cassa: l’imposta sostitutiva è applicata solo nel momento del riscatto della quota.
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Fondi comuni esteri non autorizzati e non conformi alle direttive dell’UE
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Tali fondi non possono essere proposti al risparmiatore italiano, perché non conformi alle direttive comunitarie e per tale motivo non autorizzati al collocamento diretto delle quote verso il pubblico. Possono però essere acquistati direttamente all’estero. Va tenuto presente che questa scelta risulta piuttosto penalizzante dal punto di vista fiscale: il guadagno dell’investimento va indicato nella dichiarazione dei redditi e costituisce parte del reddito imponibile. L’aliquota applicata al capital gain è perciò, per la maggior parte dei soggetti, superiore al 12,5% applicata nell’investimento in fondi autorizzati.
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Una ulteriore distinzione è l’armonizzazione o meno alle direttive UE. I fondi che si adeguano alla legge comunitaria a tutela dei risparmiatori hanno dei precisi vincoli in materia di investimento:
- non possono investire più del 10% del patrimonio in strumenti finanziari di un singolo emittente, in altri fondi e prodotti derivati o in titoli non quotati nei mercati regolamentati;
- non possono investire in strumenti derivati, per la copertura dei rischi, per un ammontare che ecceda il valore netto del fondo, considerato l’effetto leva.
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Altre tipologie di Fondi
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Fondo di fondi
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E’ un fondo le cui attività finanziarie sono quote di altri OICR, fondi o Sicav. Il gestore dispone di un insieme di fondi, della stessa società di gestione o di società terze, in cui investire il patrimonio affidato dai sottoscrittori e sceglie fra questi.
Non è possibile richiedere una doppia commissione se i fondi appartengono alla stessa società di gestione che gestisce il fondo di fondi; in questo caso si parla di un fondo di fondi monomanager. Mentre se la società di gestione utilizza fondi e sicav di società terze si parla di un fondo di fondi multimanager. Analogamente agli altri fondi comuni di investimento aperti, anche per il fondo di fondi il valore della quota viene calcolato con cadenza quotidiana.
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Fondi indicizzati
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Gli index fund, i fondi indicizzati, sono caratterizzati da una gestione sostanzialmente passiva che ha come obiettivo quello di replicare la performance del mercato, senza alcuna pretesa di offrire rendimenti superiori.
Il vantaggio principale che offrono è il contenimento dei costi, che possono essere anche cinque volte inferiori a quelli legati alla detenzione dei fondi attivi. Tale differenza è dovuta ai minori costi di gestione.
I manager che seguono l’approccio passivo giustificano la propria posizione sulla base dell’osservazione della validità dell’ipotesi di mercati efficienti. Secondo questa linea di pensiero, in una realtà in cui i partecipanti al mercato sono avversi al rischio, e tutti forniti della stessa quantità e qualità d’informazione, il management attivo non può aggiungere valore.
Gli index fund vengono gestiti replicando la composizione dell’indice del mercato scelto L’indicizzazione può essere effettuata, in prima analisi, detenendo in portafoglio tutte le attività finanziarie appartenenti all’indice nella stessa proporzione. La strategia utilizzata per la gestione del portafoglio è di tipo buy-and-hold, in quanto le uniche operazioni di trading vengono effettuate unicamente quando vengono aggiunti o eliminati titoli dall’indice di riferimento.
Nella realtà, tuttavia, molti fondi indicizzati non detengono in portafoglio tutti i titoli che compongono l’indice, ma cercano di replicarlo con un numero inferiore di titoli. Alcuni indici sono infatti composti da molti titoli, per cui sarebbe oneroso acquistarli tutti. In questi casi si cerca di creare un portafoglio con caratteristiche di rischio e rendimento il più possibile simili a quelle dell’indice.
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Hedge Fund
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E’ un fondo la cui filosofia di gestione si prefigge di poter ottenere risultati positivi indipendentemente dall’andamento dei mercati in cui opera.
Il gestore di un hedge fund si pone l’obiettivo di realizzare una performance assoluta e non relativa ad un benchmark o ad un indice di mercato.
Tali fondi utilizzano solitamente sofisticate tecniche di investimento, cercando di migliorare le performance proteggendo il portafoglio da eventuali ribassi del mercato grazie all’apertura di posizioni speculative mediante vendite allo scoperto. Questi prodotti non sono sottoposti agli usuali vincoli imposti ai fondi di investimento e questo induce un marcato carattere speculativo degli hedge funds, seguendo la definizione della Banca d’Italia. Infatti, mentre ad un fondo comune di investimento viene imposto l’utilizzo di una leva finanziaria massima pari ad uno, ovvero la massima perdita sostenibile ammonta al patrimonio netto del fondo stesso, per gli hedge funds non sussiste limitazione alla leva finanziaria utilizzabile.
Decreto legge
Sono stati introdotti nell’ordinamento italiano con decreto del Ministero del Tesoro n. 228 del 24/05/1999, seguito dal Regolamento attuativo della Banca d’Italia del 20/09/1999.
Cosa impone la legge:
- n. max di intestatari pari a 100;
- soglia di accesso minima 500.000 euro per i Fondi emessi in Italia, 1 mln di euro per quelli emessi in altri Paesi;
- la SGR deve essere appositamente costituita come “speculativa”;
- a SGR non può fare campagna di sollecitazione all’investimento presso il pubblico.
Tecniche di investimento
- Tecniche di copertura. Possono investire in prodotti derivati anche al fine di cautelarsi contro una discesa dei mercati.
- Leva finanziaria. Il controvalore degli strumenti finanziari detenuti in portafoglio può essere superiore al patrimonio effettivamente disponibile, utilizzando l’indebitamento.
Occorre rilevare che, se da un lato ciò consente di poter ottenere ritorni amplificati da un investimento “riuscito”, dall’altro espone a rischi di perdita elevati.
- Arbitraggio. Compravendita simultanea di titoli collegati per trarre vantaggio da una discrepanza di prezzi.
- Vendite allo scoperto. Operazioni effettuate con titoli non posseduti, finalizzate a conseguire profitti o a coprirsi contro i ribassi del mercato.
Tipologie
Gli hedge funds fanno parte della categoria dei fondi aperti sebbene la sottoscrizione non possa avvenire liberamente ma in determinati momenti, mentre per il riscatto bisogna fornire un lungo preavviso.
Tipologie prinicipali :
- Macro fund: speculano su grandezze macro-economiche cercando di anticipare i movimenti dei tassi di interesse e dei mercati azionari. L’ottica è di breve periodo e la volatilità è elevata.
- Arbitrage fund: cercano di minimizzare il rischio ed ottenere rendimenti indipendentemente dall’andamento del mercato azionario tramite l’utilizzo dell’arbitraggio.
- Equity hedge fund: utilizzano la vendita allo scoperto.
Strategie utilizzate
- Market neutral strategies: l’obiettivo è di mantenere una strategia indipendente dall’andamento del mercato. Rientrano in questa strategia gli arbitrage funds.
- Even driver strategies: La redditività dell’investimento dipende dalla conclusione positiva di un evento che sta per verificarsi.
- Long/Short strategies: combinano sia investimenti a lungo termine sia investimenti a breve termine.
- Tactical trading strategies: i gestori cercano di prevedere in anticipo i movimenti sul mercato delle valute, dei tassi ecc.
Trattamento fiscale
Per acquisti di hedge fund italiani (e per il momento in Italia non esistono singoli hedge fund ma solo fondi di fondi hedge) viene applicata la ritenuta fiscale del 12,5% compresa nel valore quota.
Per acquisti di hedge fund all’estero le operazioni devono essere inserite in dichiarazione dei redditi con conseguente applicazione dell’aliquota marginale.
Rimborso
Per gli hedge fund il rimborso avviene solo in periodi prestabiliti ( ex mensili o trimestrali) previo preavviso di 30/90 gg.
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Aree di investimento
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Fondi Azionari
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Investono prevalentemente in azioni e sono adatti a soddisfare l’esigenza di chi ha un orizzonte temporale nel lungo periodo (7-10 anni e oltre). Questi fondi si differenziano in base alla specializzazione, che può essere:
- relativa al Paese (azionario Italia, Internazionale, America)
- relativa al settore (Finance, High Tech,..)
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Fondi Liquidità
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Investono in strumenti del mercato monetario (bot, pronti contro termine,..).
Sono pertanto adatti a soddisfare obiettivi di breve periodo. Il loro rendimento è in linea con quello dei Bot. Non si tratta di un rendimento elevato, ma stabile perchè il valore della quota oscilla di poco.
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Fondi Obbligazionari
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Investono in titoli di Stato e obbligazioni, con prevalenza o meno della componente estera.
Soddisfano l’esigenza di chi vuol far crescere il capitale nel medio periodo (3-5 anni). Su questi archi temporali, il loro rendimento finale è solitamente superiore a quello dei fondi monetari, ma l’oscillazione della quota è superiore: la volatilità di tali fondi è tanto maggiore quanto più lunga è la scadenza media dei titoli in portafoglio.
I fondi obbligazionari possono investire anche in obbligazioni in valuta e possono prevedere o meno la copertura sul rischio di cambio; tale elemento inciderà sul rischio del portafoglio.
Questi fondi si differenziano in base alla specializzazione:
- relativa al Paese (obbligazionario Euro, Bonds Dollari..)
- relativa alla durata dei titoli (Medio termine, Lungo termine..)
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Fondi Bilanciati
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Sono fondi il cui portafoglio è distribuito tra investimenti di tipo azionario, monetario e obbligazionario; hanno un unico vincolo: la quota del portafoglio investita in azioni deve essere compresa tra il 20 ed il 70%. Hanno un orizzonte temporale nel medio-lungo periodo, a seconda dell’incidenza della componente azionaria, la quale influisce anche sul rendimento e, conseguentemente sul rischio.
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Fondi Flessibili
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I fondi flessibili sono caratterizzati da una illimitata variabilità del portafoglio, a discrezione del gestore.
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Gestioni Patrimoniali
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Le banche e le SIM dal 1997 offrono le GPF, cioè le Gestioni Patrimoniali in Fondi.
Al gestore della GPF viene affidato il compito di ripartire il portafoglio tra diversi fondi comuni e Sicav sulla base degli orientamenti espressi dal cliente, in particolare in merito al livello di rischio accettato ed alla durata presunta dell’investimento.
Sono consigliate a chi:
- cerca una gestione professionale del proprio denaro: è il gestore che si occupa di seguire l’andamento dei mercati e di modificare di conseguenza la struttura del portafoglio del cliente nel rispetto delle sue indicazioni;
- ha un patrimonio iniziale abbastanza consistente: per consentire un’adeguata diversificazione sui diversi prodotti è richiesto un patrimonio minimo, di norma, ampiamente superiore a quello previsto per la sottoscrizione dei singoli fondi/Sicav.
I Sistemi dei Fondi di diritto Italiano
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Sistema Profili & Soluzioni
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È un sistema di fondi di asset allocation, il che significa che ciascuno dei fondi che lo compongono (ad esclusione di Soluzione Cash) è mirato a un preciso profilo di investitore, alle sue esigenze in termini di orizzonte temporale e di propensione al rischio.
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Sistema Valore Aggiunto
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È composto da numerosi fondi specializzati. È così possibile personalizzare al massimo il proprio investimento, scegliendo fra fondi mirati a ben precisi mercati, o a tipi di investimento, o valute, o settori merceologici.
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Sistema Etico
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Il Sistema Etico nasce da un progetto che abbraccia due esigenze apparentemente difficili da conciliare: mirare ad un adeguato ritorno dei propri investimenti e rispettare importanti valori etici.
Si tratta un insieme di fondi che si prefigge l’obiettivo di incrementare nel tempo il valore dei capitali conferiti attuando una politica di investimento ispirata a principi etici per la selezione degli emittenti.
Il Sistema Etico si caratterizza per:
- la possibilità data ai partecipanti al fondo Obbligazionario Etico di devolvere ad enti o associazioni benefiche una parte dei ricavi messi in pagamento dal Fondo medesimo;
- l’impegno del Fondo Azionario Internazionale Etico a destinare una parte del patrimonio ad investimenti aventi come priorità finalità sociali ed umanitarie;
- l’impegno della Società di Gestione del Risparmio a finanziare progetti ed iniziative di carattere umanitario - nel senso più ampio del termine - tramite la devoluzione di una parte della commissione di gestione percepita sui Fondi del Sistema Etico;
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Sistema Strategie
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La gamma si compone di Fondi di Fondi di diritto italiano che si differenziano per la diversa percentuale di azionario presente nei portafogli.
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